Mortirolo da Mazzo di Valtellina


  • 11.9 km

    Distance

  • 564 m

    Min height

  • 1874 m

    Max height

  • 1309 m

    Δ height

  • Road

  • Rest

  • Effort

  • Fame



Un nome, una leggenda!!! Fino alla fine degli anni 80 questa strada era quasi totalmente sconosciuta; non era altro che una stretta mulattiera sterrata per trattori. Nel giugno del 1990 il nome del Mortirolo venne alla ribalta grazie all'inserimento di questa salita nel percorso del Giro d'Italia. In quell'occasione però (e fino ad ora unica volta), la salita venne affrontata dal più dolce versante della Val Camonica per poi scendere lungo i ripidi tornanti del versante valtellinese. Dall'anno successivo, la salita fu poi sempre proposta dal nobile versante di Mazzo di Valtellina,

Il Mortirolo resta e rimarrà una delle salite più ostiche che un ciclista può affrontare. Se lo Stelvio può essere considerato il sogno di ogni ciclista, il Mortirolo è il peggior incubo che tutti cercano di evitare. Questo è testimoniato dal fatto che, pur essendo una salita molto conosciuta al pubblico appassionato, spesso è evitata. Anche nei giorni festivi sono pochi i ciclisti che tentano di scalare le terribili rampe, e non di rado, può capitare di vedere già qualcuno a piedi dopo pochi chilometri.

Da Mazzo di Valtellina, appena usciti dal paese, si trova la colonnina che indica il punto in cui iniziare a rilevare il tempo. I primi 2 Km sono già piuttosto impegnativi ma non preoccupano più di tanto, è appena superato il secondo chilometro che si incontra una prima rampa al 17% e poi un'altra al 15%. Ancora un tratto di relativa calma fino al Km 3, dopo di che, si lasciano i prati per entrare nel bosco. Tuttavia l'ombra degli alberi non basta, inizia qui il tratto centrale della salita, quello che va fino al Km 9: 6 Km con pendenza media superiore al 12%. Il tratto più duro sta per arrivare: al Km 4.5, in località Pantàn (non so se il nome è stato attribuito recentemente o se è una pura coincidenza...) ci attendono 400 metri sempre sopra il 16%, con punte del 18 e brevi tratti che sfiorano il 20%. Tuttavia, le pendenze continuano a restare alte per altri 4 abbondanti chilometri. Al Km 8, in corrispondenza di un tornante, possiamo notare la statua che ricorda le imprese di Marco Pantani. Ancora un chilometro davvero micidiale, poi, finalmente, quando si scorge il bivio della strada che porta a Grosio, le pendenze cominciano a calare, seppure mantenendosi su valori costantemente attorno al 9-10%. E' impressionante notare le numerose scritte, alcune anche piuttosto divertenti e spiritose, lasciate dai tifosi durante i passaggi dei corridori al Giro d'Italia. Dopo i numerosi tratti al 15%, qui sembra quasi di pedalare in pianura. Tuttavia anche nell'ultimo tratto non manca qualche rampa impegnativa. Quando manca 1 Km al termine della salita, la strada esce allo scoperto e si comincia ad intravedere il passo. Superato l'ultimo tornante, finalmente la strada spiana e si può scorgere la colonnina e il cartello che indicano l'arrivo al passo.


A name, a legend!!! Until the end of the 80's, this street was almost completely unknown; it was not just a narrow mule track to tractors. In June 1990, the name of the women came to the fore thanks to the inclusion of this climb in the Tour of Italy. On that occasion, however, (and so far only time), the climb was addressed by the more gentle slope of the Val Camonica and then descend along the steep hairpin bends of the side valtellinese. The following year, the climb was then proposed by the noble side of Mazzo di Valtellina,

The Mortirolo remains and will remain one of the climbs tougher that a cyclist can deal with. If the Stelvio can be considered to be the dream of every cyclist, the Mortirolo is the worst nightmare that everyone is trying to avoid. This is evidenced by the fact that, despite being a climb very well known to the public, it is often avoided. Even on holidays, there are few cyclists who try to climb the terrible ramps, and not infrequently, it is possible to see someone walk away after a few miles.

From Mazzo di Valtellina, just out of the village, is located in the column that indicates the point at which we start to detect the time. The first 2 Km are already quite challenging, but not worried, just after the second mile, which meets a first ramp to 17% and then another 15%. Still a stretch of relative calm of up to 3 Km, after that, you leave the fields to enter the woods. However, the shade of the trees is not enough, here starts the middle section of the climb, the one that goes up to Km 9: 6 Km with an average gradient of more than 12%. The most difficult path is going to get: to the 4.5 Km, in the town Pantàn (I don't know if the name has been attributed recently or if it is pure coincidence...) we are to be the 400 metres above the 16%, with peaks of 18 and short stretches that reach 20%. However, the slopes continue to remain high for another 4 medium kilometres. At Km 8, at a bend, we can see the statue that reminds firms of Marco Pantani. Still a kilometre really deadly, then, finally, when you can see the junction of the road leading to Grosio, the slopes begin to decline, although it is still at values consistently around 9-10%. It is impressive to note the many inscriptions, some of them quite funny and witty, left by fans during the steps of the riders at the Giro d'italia. After several strokes to 15%, here it is almost like riding in the plains. However, in the last stretch is not without some ramp challenging. When it's only 1 Km to the end of the climb, the road comes out into the open and you begin to catch a glimpse of the step. After the last curve, and finally the road then levels out and you can see the post and the sign indicating the arrival of the step.

Map/Elevation

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