Piccolo San Bernardo


  • 22.2 km

    Distance

  • 1029 m

    Min height

  • 2197 m

    Max height

  • 1167 m

    Δ height

  • Road

  • Rest

  • Effort

  • Fame



Il valico collega la Val d'Aosta con la valle dell'Isère e la Savoia e risulta uno dei passi storicamente più frequentati delle Alpi: già utilizzato in età preistorica fu attraversato in epoca romana dalla strada consolare che congiungeva Aosta e Lione.
Il percorso è sostanzialmente agevole, privo di pendenze particolarmente impegnative; i panorami sui massicci del Monte Bianco e della Vanoise sono eccezionali; la strada risulta interamente asfaltata, con fondo molto buono sul versante italiano, più brutto su quello francese.

A Pré-St.-Didier (1004m) si lasciano il fondovalle valdostano e la strada per Courmayeur ed il traforo del Monte Bianco e si comincia a salire con mirabile panorama sulla montagna più alta d'Europa; la strada sale con pendenza moderata nel bosco affrontando 9 tornanti; la curiosità è che la numerazione dei tornanti predisposta dall'Anas ignora il 1° tornante e quindi conta solo fino ad otto dal 2° al 9° tornante; 200 metri dopo il 9° tornante (1143m) si piega a destra imboccando una galleria con la quale si entra nella stretta valle laterale della Dora di Verney.

Dopo un breve falsopiano si continua in sensibile e costante ascesa e si incontrano due gallerie paravalanghe ed una galleria completa che non creano problemi al ciclista; dopo le poche case di Elévaz (1302m) si procede quasi in piano fino a La Balme (1309m), dove si attraversa il torrente e si riprende a salire con pendenza abbastanza impegnativa ed altri tre tornanti nel bosco.

Dopo l'ultimo tornante della serie (1384m) si entra nella galleria Pontaillod (lunga 594m e normalmente ben illuminata) che subito diventa quasi pianeggiante; al suo sbocco ci si trova a La Thuile (1441m), stazione turistica di recente, ma rigoglioso, sviluppo; a sinistra diverge la strada che fa ritorno a Morgex (923m) per il Colle San Carlo (1971m) e che presenta pendenze durissime.

Si riprende a salire moderatamente attraversando il torrente in località Golette (1496m) e guadagnando quota con 5 ampi e ben strutturati tornanti tra i prati che consentono una splendida vista sul ghiacciaio del Rutor; dopo l'isolato villaggio di Pont Serrand (1611m), appena prima del quale si trova una fontana, la salita diventa impegnativa con 5 tornanti; dopo l'ultimo tornante (1719m) di questa serie (22° nel computo totale) si procede con strette curve in mezzo ad una bella pineta.

Un breve falsopiano di fronte ad un ristorante consente un attimo di respiro mentre a destra appaiono le vette più meridionali del massiccio del Monte Bianco; si sale con 3 tornanti alle pendici settentrionali della Tete de Tsargian (2078m) poi si piega a destra e di fronte ad un ristorante si lascia a sinistra la strada che sale asfaltata in 3,3 Km con rampe molto ripide a Les Suches (2175m), località frequentata per sport invernali e raggiungibile da La Thuile anche per funivia: vi si gode un bellissimo panorama ravvicinato sul ghiacciaio del Rutor.

Si sale decisamente tra i prati sfiorando il lago Verney (2088m); a destra si apre il vallone prativo del Breuil, punteggiato di malghe; in ambiente di alta montagna si affrontano gli ultimi tornanti prima che la strada spiani per arrivare al passo.

Vi si incontrano nell'ordine due bar-ristoranti, la ex-dogana italiana, i resti della romana "Mansio in Alpe Graia" (che fungeva da ospizio in quei tempi remoti), la ex-dogana francese, il cartello della sommità del valico, l'albergo Lancebranlette con la colonna di Joux, opera di età romana in marmo, sormontata dalla ottocentesca statua lignea di San Bernardo, il giardino botanico Chanousia, fondato nel 1843 dall'abate Chanoux per lo studio e la protezione della flora alpina, la cappella funeraria con il monumento dell'abate Chanoux, l'ospizio in rovina, il grande monumento a San Bernardo.


The pass connects the Val d'aosta in the valley of the Isère and Savoie, and is one of the steps, historically, the most popular of the Alps, is already used in the prehistoric age was crossed in the era of the roman consular road that ran from Aosta to Lyon.
The path is substantially smooth, free of slopes particularly challenging; the views on the Mont-Blanc and the Vanoise are exceptional; the road is completely paved, with the bottom of a very good on the Italian side, the more ugly on the French.

At Pré-Saint-Didier (1004m) you leave the valley of the aosta valley and the road to Courmayeur and Mont Blanc tunnel and begins to climb, with a marvelous view on Europe's highest mountain; the road climbs with moderate slope in the woods facing 9 turns; the curiosity is that the numbering of the bends prepared by Anas ignore the 1st hairpin, and then counts up to eight from 2° to 9° bend; 200 metres after the 9° bend (1143m) turn right onto a gallery with which it enters into the narrow side valley of the Dora Verney.

After a short slight continue in sensitive and is constantly on the rise and meet the two tunnels and mounds and a full gallery that does not create problems for the cyclist; after a few houses Elévaz (1302m) proceeds almost in the plan until The Balme (1309m), where it crosses the stream and starts to climb with a gradient fairly challenging, and the other three bends in the wood.

After the last bend of the series (1384m) enter the gallery Pontaillod (long 594m and normally well-lit), which immediately becomes almost flat; at its outlet we are located in La Thuile (1441m), tourist station recently, but lush and development; to the left diverges the road that leads back to Morgex (923m) for the Colle San Carlo (1971m) and that has slopes, very hard.

Will continue to rise moderately crossing the creek in the locality of Schooners (1496m) and gaining height with 5 spacious and well-structured hairpin bends between the fields that allow a wonderful view on the Ruitor glacier; after the isolated village of Pont Serrand (1611m), just the first of which is a fountain, the climb becomes challenging with 5 turns; after the last hairpin (1719m) of this series (22° c in the total calculation), we will proceed with the tight curves in the middle of a beautiful pine forest.

A short slight front of a restaurant allows for a moment of breath while at right is displayed the highest peaks in the southern part of the massif of Mont Blanc; salt with 3 bends at the foot of the northern part of Tete de Tsargian (2078m) then bends to the right and in front of a restaurant on the left is the road that goes to the asphalt 3.3 Km flights of very steep at Les Suches (2175m), a town popular for winter sports, and is reachable from La Thuile for the cable car: it enjoys a beautiful view of the close on the Ruitor glacier.

Salt is definitely among the fields by tapping on the lake Verney (2088m); to the right is the valley grassy Breuil, dotted with huts; in the environment of the high mountains you face the last hairpin before the road flat to get to the step.

Will meet you in the order of two bar-restaurants, the ex-Italian customs, the remains of the roman Mansio in Alpe Graia" (playing the role of hospice in those remote times), the ex-French customs, the sign of the top of the pass, the hotel Lancebranlette with the column of Joux, the work of the roman age in the marble, surmounted by a nineteenth-century wooden statue of the Saint Bernard, the botanical garden, Chanousia, founded in 1843 by the abbot Chanoux for the study and protection of the alpine flora, the funeral chapel with the monument of abbot Chanoux, the hospice in ruins, the great monument to St. Bernard.

Map/Elevation

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