Col de lIseran


  • 192.4 km

    Distance

  • 289 m

    Min height

  • 2758 m

    Max height

  • 2468 m

    Δ height

  • Road

  • Rest

  • Effort

  • Fame



L'altissimo valico alpino collega la valle dell'Isère con quella dell'Arc, affluente dello stesso Isère, attraverso un fantastico scenario di grandi cime montuose e superbi ghiacciai, all'interno del Parco nazionale della Vanoise.
Il passo era già frequentato nei secoli scorsi per i traffici locali, ma la strada è stata inaugurata solo il 10 luglio 1937, dopo 20 anni di lavori, dal presidente della repubblica francese Albert Lebrun.
Al momento della sua apertura ha sottratto lo scettro di passo più alto d'Europa al Passo dello Stelvio, prima di essere a sua volta detronizzato nel 1964 dal connazionale Col de la Bonette (2802m).
La strada è interamente asfaltata, anche se il fondo della carreggiata risulta abbastanza rovinato nella parte più elevata, soggetta ad innevamento per molti mesi all'anno; le pendenze non sono mai estremamente ripide, ma la lunghezza del percorso con il consistente dislivello e le difficoltà climatiche legate alla quota rendono molto duro l'impegno per il ciclista; su entrambi i versanti la salita è divisa in due tratti separati da una fase centrale in falsopiano.

Sul versante settentrionale il percorso ha inizio a Bourg-St.Maurice (840m), capolinea della ferrovia e ridente centro climatico, nonchè nodo di comunicazioni; si sale moderatamente a Séez (904m), dove si lascia a sinistra la strada che porta in Italia attraverso il Colle del Piccolo S.Bernardo (2188m).
Si procede in leggera discesa fino al villaggio di Longefoy (854m), poi con dolci saliscendi fino ad una cava presso la quale (926m) la strada si impenna e sale con impegnativi tornanti a S.te Foy Tarentaise (1051m); si continua in sensibile ascesa fino a La Thuile (1197m) mentre la valle si restringe e si guadagna quota correndo in costa alti sul fondovalle dove scorre l'Isère; dopo la Raie (1344m) la salita alterna lunghi tratti impegnativi a qualche falsopiano.
Dopo il bivio per Tignes-les-Brévières si affronta un tratto di circa 3 Km molto duro in vista della diga di Tignes, che origina il grande lago artificiale di Chevril; in questo tratto si incontra anche una galleria che fortunatamente presenta una pendenza modesta.
Si arriva così alla diga, percorsa dalla strada asfaltata che conduce alle località turistiche di Tignes-les-Boisses (1810m), Tignes-le-Lac (2100m) e Val-Claret (2080m), nella splendida conca dominata dal ghiacciaio della Grande Motte e deturpata dai grattacieli.
Presso la diga sorge il villaggio di le Chevril (1808m); si percorre la sponda del lago con dolci saliscendi attraversando numerose gallerie sufficientemente illuminate; alla fine del bacino si penetra nelle rocciose gole della Daille con una ulteriore serie di gallerie, fra le quali risulta antipatica l'ultima, non illuminata ed in curva.
In leggera discesa si arriva a la Daille, all'imbocco della grandiosa conca dove sorge Val d'Isère (1840m), celebre stazione sciistica che si attraversa in moderata ascesa; con pendenza più accentuata si raggiunge l'antico villaggio di le Fornet (1927m), dopo il quale si incontra la stazione di partenza della funivia per l'Iseran; si procede in falsopiano lungo il maestoso vallone dell'Isère che si chiude contro le montagne che rappresentano il confine con l'Italia e lo spartiacque con la valle dell'Orco.
Al Pont St.Charles (2047m) si attraversa l'Isère e si comincia a salire con severa pendenza e diversi tornanti lungo il versante meridionale del vallone mentre la vista si apre sempre più ampiamente sulle montagne che circondano Val d'Isère; dopo la stazione intermedia della funivia che sale da le Fornet si incontra una breve discesa seguita dalla rampa più dura dell'intero percorso; si entra in una valletta laterale che si risale a tornanti alternando tratti impegnativi ad altri più dolci.
Si ritorna nel vallone dell'Isère raggiungendo il Belvedere de la Tarentaise (2528m), splendido punto di osservazione dove è situata una tavola di orientamento; si svolta entrando nel vallone che conduce al valico correndo sotto la Crete des Lessières con pendenza moderata che diventa più dura per affrontare gli ultimi tornanti che in uno scenario suggestivo conducono al passo.

Il panorama è grandioso: in ogni direzione cime altissime e ghiacciai eterni si ergono nel loro maestoso splendore; una strada conduce agli impianti di risalita che consentono la pratica dello sci estivo sul ghiacciaio del Grand Pissaillas.
Al valico sorgono un rifugio e la cappella di Notre Dame de Toute Prudence, consacrata nell'agosto del 1939; a causa della quota elevata e dell'orientamento nord-sud il passo può essere battuto da raffiche violente di vento freddo anche con condizioni generali di tempo buono.


The highest mountain pass connects the valley of the Isère with that of the Arc, a tributary of the same Isère, through the fantastic scenery of the great mountain peaks and breathtaking glaciers, inside the national Park of Vanoise.
The step was already popular in past centuries to the local traffic, but the road was only opened on July 10, 1937, after 20 years of work, by the president of the French republic, Albert Lebrun.
At the time of its opening, has stolen the scepter of the highest pass in Europe at the Stelvio pass, the first to be overthrown in 1964 by fellow Col de la Bonette (2802m).
The road is completely paved, even if the bottom of the track is quite ruined in the highest part, which is subject to snow for many months of the year; the slopes are never very steep, but the length of the path with the significant difference in height and the difficult climatic conditions related to the share make it very hard efforts on the bike, on both sides of the climb is divided into two sections separated by a central stage on a slight slope.

On the northern side of the route starts in Bourg-St. Maurice (840m), the terminus of the railway, and the pleasant climatic center, as well as node communications; salt moderately to Séez (904m), where you leave the road on the left that port in Italy, through the pass of the Little St. Bernard (2188m).
We proceed in a gentle descent to the village of Longefoy (854m), then with gentle ups and downs up to a quarry from which (926m) the road goes up and salt with challenging hairpin bends to the S. you Foy Tarentaise (1051m); it continues in a significant climb up to La Thuile (1197m) while the valley narrows and you earn share of running costs high on the valley floor where flows the Isère; after the Raie (1344m) the climb alternates between long stretches challenging to some it seems.
After the turn-off to Tignes-les-Brévières faces a stretch of about 3 Km, very hard in the view of the dam of Tignes, which originates in the large artificial lake of Chevril; in this section you'll find a gallery that fortunately has a low slope.
Thus we arrive at the dam, which was crossed by the road that leads to the resorts of Tignes-les-Boisses (1810m), Tignes-le-Lac (2100m) and Val-Claret (2080m), in the beautiful valley dominated by the glacier of the Grande Motte and disfigured by the skyscrapers.
At the dam is located in the village of le Chevril (1808m), along the shore of the lake with gentle ups and downs through the many galleries adequately lit; at the end of the catchment, it gets in the rocky gorges of the Daille with a further series of galleries, among which is the least, the last, non-illuminated, and in the curve.
Down slightly, you get to la Daille, at the mouth of the great basin where is Val d'isère (1840m), a famous ski resort, which it crosses in a moderate rise; with a slope more sharply you will reach the ancient village of le Fornet (1927m), after which meets the departure station of the cable car to the Iseran; it proceeds on a slight slope along the majestic valley of the Isère that closes against the mountains that represent the border of Italy and the watershed with the valley of the Ogre.
The Pont St. Charles (2047m), through the Isère and begins to climb with the severe slope and several switchbacks along the southern slope of the valley and the view opens up more and more widely on the mountains around Val d'isère; after the middle station of the cable car that climbs from le Fornet, it meets a short descent followed by the ramp hardest of the entire path; it enters into the valley side, which dates back to the winding alternating challenging sections to other more sweet.
We return to the valley of the Isère reaching the Belvedere de la Tarentaise (2528m), a splendid point of observation where it is located a table of orientation; you have to turn entering the valley that leads to the pass running under the Crete des Lessières with moderate slope that becomes harder to face the last few turns that into a suggestive scenario lead to the step.

The view is great in every direction at the heights and eternal glaciers, rise in their majestic splendor; a road leads to the ski lifts that allow the practice of summer skiing on the glacier of the Grand Pissaillas.
At the pass there is a refuge, and the chapel of Notre Dame de Toute Prudence, consecrated in August of 1939; because of the high altitude and the north-south orientation, the step can be beaten by violent gusts of cold wind with the general conditions of good time.

Map/Elevation

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