Monte Grappa da Semonzo


  • 11.3 km

    Distance

  • 194 m

    Min height

  • 1048 m

    Max height

  • 853 m

    Δ height

  • Road

  • Rest

  • Effort

  • Fame



Realizzata nel 1918 per disposizione del Generale Gaetano Giardino, comandante dell’armata del Grappa, era larga in origine 5,50mt ed era destinata a sopportare il traffico logistico per il rapido movimento delle truppe; serviva quale alternativa alla strada Cadorna che in alcuni punti era esposta al tiro nemico.

Una salita molto bella, ma anche impegnativa, soprattutto nella seconda parte. La strada è quasi sempre in salita, e ci sono pochi tratti dove si può veramente rilassare le gambe. Le strade sono in buone condizioni e sono sufficientemente larghe. Meno usata dagli automobilisti, quindi con meno traffico, per non parlare dei pullman che sono inesistenti, anche se qualche piccolo furgoncino che trasporta persone lo si può facilmente incrociare. Ma questo è dovuto alla presenza dei praticanti di parapendio e di deltaplano che si lanciano nella zona prima di arrivare a Campo Croce.

All’inizio la pendenza è morbida e si pedala bene, ma al primo tornante le cose cominciano a cambiare. Tornanti con pendenze che oscillano tra l’8 e il 10%. I pini che ci affiancano lungo la strada ci aiutano con un pò d’ombra a tenere lontano il calore del sole. La pianura che ci fa compagnia si abbassa molto velocemente. Poche auto, poca pianura, molta fatica. Ma siamo solo all’inizio! Arriviamo in prossimità della zona di lancio del parapendio, è un tratto impegnativo ma non esagerato. Ancora qualche tornante, e finalmente gli alberi che ci coprono totalmente ci indicano che stiamo per arrivare a Campo Croce. Una breve discesa e un tratto di pianura ci farà respirare prima di affrontare la seconda parte della salita. Ecco il tornante che da il via alla parte più dura. Un tratto impegnativo che passa davanti alla Malga Cà Mol, e poi per Malga Le Saline. La pendenza richiede sforzo ed impegno, ma siamo all’inizio del tratto più bello della salita, con pendenze che oscillano dal 10% 11%, arrivando anche al 14%. La vegetazione diventa più rada, e l’aria fresca ci fa sentire il sole più gradevole. Il paesaggio diventa sempre più affascinante, con dei dirupi che fanno sospirare, sembra quasi di correre sul dorso del monte.

La scalata è sempre impegnativa con pochissimi tratti di respiro e, anzi, concentra le difficoltà maggiori nella seconda parte. Ormai stiamo affiancando a sinistra la zona del Sacrario, costruito nel 1935 su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. Ma sta troppo in alto e non lo vediamo. Possiamo vedere invece il monumento ai partigiani, una statua in bronzo costruita nel 1974 da Augusto Murer. Anche il Rifugio del Monte Grappa è li davanti a noi, bello e imponente che sembra scrutare tutta la zona sottostante. Ma prima di arrivare al rifugio, sulla sinistra si fa notare la caserma Milano, costruita durante la guerra per alloggiarvi il personale addetto ai lavori stradali e di fortificazione del Grappa. Sembra nascondersi nella roccia, ma la sua presenza sembra valorizzare ancora di più questo luogo. Finalmente abbiamo conquistato questa stupenda vetta, e se il tempo ce lo concede, la vista è a dir poco sublime. Sembra quasi di essere in capo al mondo, e la pianura sembra perdersi all’orizzonte. E’ un emozione unica che lascia il segno


Built in 1918 for the disposal of the General Gaetano Garden, commander of the army of the Grappa, was wide in the source 5.50 m and was designed to withstand the traffic logistics for the rapid movement of troops; served as an alternative to the strada Cadorna, which at some points was exposed to shooting the enemy.

A rise is very beautiful, but also challenging, especially in the second part. The road is almost always on the rise, and there are a few places where you can truly relax the legs. The roads are in good condition and are sufficiently wide. Less used by motorists, and then with less traffic, not to mention the bus that are non-existent, even if some of the small van that transports people you can easily cross. But this is due to the presence of the practitioners of paragliding and hang gliding that launch in the area before you arrive at Camp Cross.

In the beginning, the slope is soft and you ride well, but at the first turn, things begin to change. Hairpin curves with slopes that range between 8% and 10%. The pine trees that support us along the way to help us with a bit of shadow to keep away the heat of the sun. The plain that there is company and lowers very quickly. A few cars, little plain, a lot of effort. But we are only at the beginning! We arrive in the vicinity of the launch of the glider, it is a stretch challenging but not exaggerated. Still a few more bends, and finally the trees that we fully cover indicate to us that we are to get to the Field the Cross. A short descent and a stretch of plains, it will breathe before tackling the second part of the climb. Here is the hairpin the hardest part. A challenging stretch that passes in front of the Hut Cà Mol, and then to Malga Saline. The slope requires effort and commitment, but we are at the beginning of the most beautiful stretch of the climb, with slopes ranging from 10% to 11%, and even at 14%. The vegetation becomes more sparse, and the fresh air makes us feel the sun more enjoyable. The landscape becomes more and more fascinating with the cliffs, which are the dream, it almost seems to run on the back of the mount.

The climbing is always busy with a few strokes of breath, and, on the contrary, concentrates the major difficulties in the second part. Now we are adding to the left of the area of the Shrine, built in 1935 on the project of the architect Giovanni Greppi and the sculptor Giannino Castiglioni. But it is too high and we do not see him. We can see the monument to the partisans, a bronze statue was built in 1974 by Augusto Murer. Also the Refuge of the Monte Grappa is there before us, beautiful and impressive that it seems to search the whole area below. But before arriving at the shelter, on the left, note the barracks in Milan, built during the war to accommodate the personnel assigned to the road works and the fortification of the Grappa. It seems to hide in the rock, but his presence seems to enhance this place. We have finally conquered this beautiful top, and if the time ec grants, the view is nothing short of sublime. It almost seems to be in the end of the world, and the plain seems to be lost on the horizon. It is a unique experience that leaves its mark

Map/Elevation

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